LA CGIL, LA CONFINDUSTRIA E LA RIFORMA DEI CONTRATTI
G. Epifani scrive a E. Marcegaglia dopo la sottoscrizione di CISL e UIL dell’accordo

Con la firma […] si conferma la scelta di un modello di assetti contrattuali non condiviso dal sindacato più rappresentativo. […] sono 2.665.205 i lavoratori attivi che si sono dichiarati contrari […] il modello definito separatamente riduce la qualità e l’estensione della contrattazione nazionale e di secondo livello. [...] dimensione e vastità della crisi [...] e i problemi che ne scaturiscono [...] richiederebbero una grande iniziativa contrattuale, ed una reale flessibilità settoriale [...] Viene invece introdotto un modello rigido […], le deroghe sono funzionali ad un ulteriore irrigidimento dello schema […] La Cgil non ha mai fatto mancare la sua disponibilità e l’iniziativa contrattuale nei casi di crisi a salvaguardia dell’occupazione. In ragione e in coerenza di questa storia ci pare ulteriormente sbagliata una norma generale di indebolimento dei contratti nazionali.
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