Malattia e Infortunio

Una delle caratteristiche del contratto di lavoro subordinato è che lo scambio delle prestazioni contrattuali – attività lavorativa contro retribuzione - si prolunga nel tempo. Da questa caratteristica propria del contratto di lavoro, deriva una particolare rilevanza delle cause che interrompono la prestazione lavorativa. Fra le cause che interrompono la prestazione lavorativa la più rilevante è certamente la malattia, per la condizione di ovvia tutela che richiede i lavoratori che ne sono affetti e per l’altrettanto ovvia considerazione che se mancassero specifiche disposizioni di legge e di contratto rischierebbero il licenziamento Perciò la possibilità di mantenere il posto di lavoro durante la malattia e il diritto alla prosecuzione della retribuzione è uno degli elementi essenziali della civiltà giuridica e sociale di un paese e del suo “grado” di democrazia sostanziale. Lo stato di malattia, almeno dal punto di vista del diritto del lavoro, è definito come un’alterazione patologica, acuta o cronica, fisica o psicologica, tale da mettere il lavoratore nell’impossibilità di svolgere la propria prestazione lavorativa. Da questa definizione emerge la diversità dell’infortunio, che deriva non da una patologia, ma da un evento traumatico e dagli esiti temporanei o permanenti dello stesso. L’infortunio assume rilevanza a sé nel caso in cui l’evento traumatico in questione avvenga sul posto di lavoro e/o per effetto del rischio tipico dell’attività lavorativa svolta. Manuale
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