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Formazione Professionale

La formazione delle lavoratrici e dei lavoratori “Far diventare l’Unione Europea una economia basata sulla conoscenza, più competitiva e più dinamica del mondo entro il 2010” Consiglio europeo di Lisbona - 2000 La consapevolezza dell’importanza della Formazione come elemento strategico per affrontare sia i processi di cambiamento derivanti da riorganizzazioni e ristrutturazioni aziendali sia le nuove sfide derivanti dalla internazionalizzazione e dalla globalizzazione, è oggi patrimonio dei governi dei singoli Paesi Europei e delle Parti sociali, imprenditoriali e sindacali. Negli ultimi anni molte sono le Direttive che l’Unione Europea ha assunto sul tema della formazione professionale e della formazione lungo l’arco della vita, considerato strategico rispetto alla scelta di puntare sulla qualità e sull’inclusione sociale per vincere nella competizione internazionale In Italia, pur con molto ritardo rispetto ad altri paesi europei, a partire dal 2002 si è dato vita a diversi Fondi Interprofessionali per la Formazione Continua. Ma già nei primi anni ’90, le Parti Sociali italiane avevano individuato la necessità di predisporre veri interventi formativi che, rivolgendosi all’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori, consentano non solo di perfezionare le competenze professionali possedute dai più qualificati, ma anche di prevenire l’emarginazione professionale di quelli meno qualificati. I Fondi Interprofessionali che si sono costituiti in Italia (al momento una decina, suddivisi per comparti produttivi) al 31 dicembre 2005 hanno registrato un primo importante dato sul piano quantitativo: più di 400.000 imprese (per un totale di circa 5.600.000 lavoratori e lavoratrici) si sono iscritte ai Fondi. Detti Fondi vengono alimentati attraverso un contributo pari allo 0,30% delle retribuzioni che le Aziende versano all’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e che l’INPS gira poi ai singoli fondi ai quali le aziende hanno aderito. In questi primi anni di lavoro dei Fondi, le imprese che hanno presentato Piani Formativi per il relativo finanziamento sono state più di 10.000, coinvolgendo centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Un dato certamente positivo che segna un’inversione di tendenza per il nostro Paese che è ancora attualmente agli ultimi posti nell’Europa a 25, per numero di imprese e per quantità di lavoratrici e lavoratori impegnati in un anno in attività formative. I due obiettivi principali dei Fondi sono: - la competitività delle imprese - la occupabilità delle lavoratrici e dei lavoratori I Fondi rispondono al concetto di “lifelong learnig”attraverso: “Attività rivolte prevalentemente agli occupati che permettono l’acquisizione di nuove abilità relative al tipo di lavoro svolto e/o la comprensione del contesto sociale nel quale operano, i relativi cambiamenti e la eventuale necessità di ulteriori percorsi formativi.” Per quanto riguarda i nostri settori, bancario e assicurativo, l'adesione delle aziende al Fondo FOR.TE, nato nel 2001, è stata pressochè totale e nei primi anni di vita del Fondo diverse aziende hanno presentato Piani formativi, concordati con le Organizzazioni sindacali a livello aziendale.
Nel 2008 CGIL, CISL, UIL, ABI e ANIA hanno deciso di istituire un nuovo Fondo, FBA - Fondo Banche Assicurazioni che ha iniziato la propria attività nel corso del 2009.

Uno degli aspetti più importanti dei Fondi riguarda il fatto che, per poter accedere al finanziamento dei Piani Formativi, occorre un accordo fra impresa e sindacato. E’ importante quindi che il Sindacato sia preparato ad affrontare questi terreno: concordare piani formativi significa avere una capacità non solo di controllo ma anche di proposta, che non può derivare solo da fattori tecnici, ma richiede scelte politiche, prese in raccordo con la politica degli inquadramenti e della contrattazione, conoscenza delle nuove tecnologie e dell’organizzazione del lavoro. E occorre prevedere anche il coinvolgimento di quelle aree di lavoratrici e lavoratori spesso escluse da interventi formativi, ad esempio soggetti che avendo più di 45 – 50 anni e, dovendo lavorare ancora molti anni, hanno il diritto di svolgere il proprio lavoro con soddisfazione, in condizioni di serenità e di inclusione. Nella strategia di Lisbona, il ruolo assegnato al sapere della persona, alla sua formazione iniziale e alla crescita continua della sua professionalità è incomparabilmente più rilevante che nel passato. Le politiche dell’innovazione e dello sviluppo, infatti, si basano sulla qualità del capitale umano, sulla disponibilità di risorse umane con un elevato livello di istruzione formale e adeguati profili professionali. Per competere sulla qualità occorre superare la subalternità del sistema della conoscenza, abbandonando percorsi formativi poveri di cultura e finalizzati all’addestramento della manodopera. Occorre capacità di ideazione e progettazione , autonomia decisionale e assunzione di responsabilità: competenze professionali possibili solo attraverso percorsi formativi in cui le competenze tecnico-professionali si coniugano con una solida formazione di base. La FISAC è fortemente impegnata, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, affinché il tema della formazione continua diventi sempre più un elemento strategico dell’iniziativa sindacale.

Robert Doisneau (1956)

 “Dobbiamo evitare non solo che per professione s’intenda qualcosa di limitato alle occupazioni che producono cose utili immediatamente tangibili, ma occorre evitare anche l’idea che le professioni siano distribuite in modo esclusivo, di guisa che una persona non possa averne che una sola. Uno specialismo così ristretto è impossibile; niente potrebbe essere più assurdo che cercare di educare gli individui a un unico genere di attività. In primo luogo, ogni individuo ha necessariamente una varietà di aspirazioni cui può dare opera intelligente; e in secondo luogo qualsiasi occupazione perde il suo valore e diventa una routine che asservisce ad una data cosa, nella misura in cui è isolata da altri interessi.” John Dewey “Democrazia e educazione” – 1916

 

 

 

 

 

 

IL FONDO BANCHE E ASSICURAZIONI
Nota n. 1 - Maggio 2009

L'Avviso 1/09 - SALUTE E SICUREZZA
Nota n. 2 - Maggio 2009

L'Avviso 4/09 - PIANI AZIENDALI, SETTORIALI E TERRITORIALI
Nota n. 3 - Giugno 2009

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