Chiedersi come sarà il 2012 per l’economia italiana equivale a chiedersi come reagirà il nostro sistema produttivo e sociale alla “cura da cavallo” (Tito Boeri su lavoce. info) cui è stato sottoposto a partire dall’estate, fino al botto finale del governo Monti. Con interventi drastici, sbilanciati sulle entrate e che portano la pressione fiscale al 47 per cento del Pil, l’impatto recessivo è scontato e infatti le stime più recenti prevedono per l’anno prossimo un calo del Pil dell’ 1,6 per cento, che porterebbe il reddito complessivo del Paese a un livello inferiore di quasi il 4 per cento a quello del 2008. Bastano queste cifre per capire che far crescere finalmente l’economia italiana è allo stesso tempo un imperativo categorico, ma anche una sfida molto difficile, il cui esito dipende in parti uguali
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